Nel restauro di un mobile una attività da considerare, è quella del disassemblaggio, e purtroppo molto spesso ci troviamo di fronte a pratiche che definirei assassine, per interventi scorretti e probabilmente fatte da persone prive della necessaria competenza.

Queste pratiche provocano seri danni al mobile stesso, e mettono un serio professionista in difficoltà nel individuare collanti inadatti, chiodi o viti inserite nel vano tentativo di tenere unite le giunzioni, in parti che si erano scollate.

Questo comporta una attenzione maggiore nell’analizzare la presenza di viti cavicchi che possono essere più o meno nascosti, ed in parti del mobile non adatte a sostenere quel tipo di intervento.
Quindi, prima di procedere nello smontaggio, onde limitare i danni, collanti chiodi andranno individuati e eliminati.

Si dovranno inoltre esaminare attentamente le giunzioni, le unioni o gli attacchi che tengono uniti i vari pezzi, e la tecnica utilizzata per la lavorazione, in quanto se non facciamo questi preliminari potremmo forzare lo smontaggio in maniera errata provocando ulteriori danni.

Rimuovere la colla

Non sempre è necessario disassemblare completamente un elemento di un mobile, ma lo si fà per un motivo, o perche ad esempio un piano di una scrivania o di un tavolo, o in fianco di un mobile è parzialmente scollato o deformato.

Tipi di colle che possiamo trovare:

Su un mobile antico molto probabilmente ci troviamo di fronte a colla animale a caldo detta anche “cervione” che può essere disciolta utilizzando acqua calda, vapore o alcool, anche per le colle viniliche possiamo utilizzare le stesse procedure, mentre per le colle a solventi ( bostik o similari) è necessario utilizzare solventi chimici.

Per inserirsi negli interstizi presenti tra le superfici da scollare, risultano molto utili delle spatole.

A tal fine, anche 1’utilizzo di comuni siringhe può rivelarsi di una certa utilità, soprattutto se si vuole iniettare il liquido direttamente all’interno di una cavità, ad esempio in un canale o in una mortasa.